L’impiccagione è prevista per le otto in punto. È ancora presto, sei già fuori casa, cammini mano nella mano col tuo piccolo figlio. Un suonatore di violino tende il suo cappello verso di te, tu non lo noti neppure, lui riprende a suonare, alcuni passanti si fermano ad ascoltare. Prosegui come se intorno a te non ci fosse nulla, solo la mano del bimbo da stringere.
Giungi in piazza alcuni minuti prima che l’esecuzione abbia luogo, ti tieni a distanza dalla folla e volti le spalle al patibolo, il bimbo ti imita.
Una serie di urla si accumulano per dar vita a rumori indefinibili, senti che sta per giungere il momento, è come se potessi vedere quello che accade alle tue spalle.
Il gran baccano ti impedisce di capire, ma d’un tratto giunge un silenzio incredibile, pochi istanti di attesa, le ultime imprecazioni del condannato, il sordo rumore di un collo spezzato, nuovamente le urla della gente.
Stai piangendo, ti allontani a passo lento, senza voltarti, metti una mano davanti agli occhi del bimbo.
Ti fermi a sedere su di una panchina, distrutta dal dolore.
“Cosa hanno fatto a papà?”
“Ce lo hanno portato via”
“È morto?”
“Sì…”
“Perché bisogna morire?”
“La vita è un peso troppo grosso per poter essere trascinato in eterno”
“Ce lo meritavamo?”
“Eravamo troppo felici, forse”
Capisci che il piccolo non prova dolore perché non si è ancora reso conto dell’accaduto. Ti metti ad osservare l’albero davanti a te senza proferire parola.
“Mamma?”
“Sì?”
“Torniamo a casa?”
7 Commenti
una invisibile lama squarcia il cuore,lo riduce a brandelli…il tutto condito da contegno e dignità….agghiacciante
Sei riuscito a farmi commuovere, mannaggia a te!…occhi lucidi da queste parti…pieni di ammirazione e carichi carichi di affetto…
Letto tutto d’un fiato. Angosciante. Mi sono immedesimato.
Dome guarda che qua vogliamo nuovi esperimenti narrativi ^^
Ciao
o ma stronzo,torni a scrivere qualcosa??
slickly says : I absolutely agree with this !
ehh… strange