Mi sentivo completamente solo.
Lei dormiva, io ero nel salone a guardare la tv, più che altro facevo scorrere una serie di immagini davanti ai miei occhi sperando che queste potessero scacciare la noia o almeno liberarmi dal peso del tempo che non se la sente di passare. Dopo aver perso speranze al riguardo spensi il televisore.
Avevo voglia di parlare con lei ma al contempo non me la sentivo di interrompere il flusso dei suoi sogni, forse sarei dovuto andare a dormire anch’io, ma il sonno non se la sentiva di infliggere un colpo alla mia nuca, quella sera.
Mi preparai una tazza di tè, con tanto zucchero. Non mi andava di finirlo tutto, perfino il tè riusciva ad annoiarmi.
Volevo uscire a prendere una boccata d’aria, ma vestirmi sarebbe stato eccessivamente faticoso.
Andai in camera, la guardai dormire, le carezzai il viso, avvicinai l’orecchio per sentire il suo respiro. No, non valeva davvero la pensa svegliarla.
Mi tuffai delicatamente sotto le coperte, mi addormentai, feci un incubo tremendo: la mia vita sarebbe stata così, per sempre.
5 Commenti
Queste “istantanee di vita” hanno valore eccome…le chiusure poi sono sempre azzeccate: mi ricordano lo stile di un certo autore americano…
avere la metà al proprio fianco,e sentirsi solo….un incubo terribile….
Bellissimo bellissimo. Un vero incubo. Mi vengono i brividi.
Il commento sopra è il mio. Ero sloggato. Pardon.
non avere nessun respiro da ascoltare nella notte … questo è un incubo.