Seduto a quel tavolo sento la netta sensazione di aver lasciato a casa qualcosa di vitale.
Addento il big mac dopo aver tolto con minuziosa cura i cetriolini, mi guardo intorno, qualcuno sta bevendo un caffè, qualcuno mordicchia il suo muffin.
Mi specchio nella vetrata a fianco, osservo le persone là fuori, chissà dove sono dirette, traccio nella mie mente le linee spezzati di quei percorsi, chissà dove mi porteranno.
Seguo con lo sguardo una donna che cammina frettolosamente lungo il marciapiede, gira l’angolo e sfugge al mio campo.
Ogni forma di vita sembra avermi voltato le spalle, mi sento aggirato.
Finisco il mio panino in fretta, non riesco però ad alzarmi da quella sedia, sarà una giornata troppo uguale alle altre per avere il coraggio di cambiarla, qui, dal principio.

2 Commenti

  1. Già che esiste anche questo blog. Ti dirò, meno gente lo legge meglio è, non perchè tu non sia bravo, anzi, ma perchè è bello che sia underground. :)
    Saluti.
    Para

  2. Questi flash sono i miei incubi quotidiani. E riesci a tirarmeli fuori.


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