Cammino lungo strade piene di gente, nessuno mi nota, forse non esisto.
Saluto me stesso davanti ad uno specchio, nessuna risposta.
Inizio a conversare con il muro di fronte, ma non ho molto da dirgli.
Inizio ad inseguirmi, ma il me che sta davanti non ha voglia di sfuggirmi.
Mi tocco la spalla, mi volto a parlarmi, e allora mi chiedo:
“Quanto tempo pensi di poter rimanere qui?”
“Abbastanza da essere calpestato dalla pesantezza del nulla che ci circonda”

4 Commenti

  1. Una mano sulla spalla
    Liberi tutti!
    Liberi? Tutti?
    Sì, sì. Proprio tutti.

  2. Che cos’è il dolore? Che cos’è la felicità?
    Il dolore è la possibilità che ho di provare la felicità.

  3. già….

  4. il mal du vivre aleggia sulle vostre esistenze…


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